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L’egemonia del mais nel gluten-free è totalitaria

di Obà by Obà - 05/10/18 2018/10/05

La biodiverstità alimentare potrà mai farcela contro la monocoltura del mais ? Michael Pollan, giornalista americano, spiega: "Se sei quello che mangi, allora sei mais". Figuriamoci allora nel settore del gluten-free. Can food biodiversity ever be able to cope with corn monoculture ? Michael Pollan, an American journalist, explains: "If you are what you eat, then you are corn". Let’s then imagine in the gluten-free sector.

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Se si guarda la composizione dei cibi senza glutine è impressionante, in media il 70% è farina di mais. Pane, pasta, pizza, dolci, il mais è ovunque.

Mi domandavo quali, dunque, le potenzialità per un grano antico come il Fonio, ancora coltivato e lavorato in modo artigianale e per altro sconosciuto, di poter aver successo in questo settore dominato dal mais.

Poi qualche tempo fa un’amica, Roberta Prandoni di Sincerity & Food, mi parla del libro di Michael Pollan “Il dilemma dell’onnivoro” e allora mi si aprono nuove prospettive su quello che scopro essere una piaga molto più ampia e totalizzante: la monocoltura del mais. In effetti, tutta l’industria alimentare è dominata dal mais, figuriamoci l’impressionante concentrazione di mais nel senza glutine.

E quindi vi chiederete, cosa c’è di sbagliato nel mais ? Michael Pollan ci aiuta a capire come tutto sia sotto il dominio del mais: l’intera catena alimentare, tutto quello che mangiamo, dai fitofarmaci agli allevamenti industriali, dalla distruzione del terreno all’abuso di fertilizzanti, dai mangimi innaturali alla riduzione degli animali a macchine da ingrasso. Tutto ruota intorno al mais.

La sovrapproduzione di mais ha effetti a cascata. I suoi derivati sono onnipresenti, anzitutto nei mangimi per animali. Ma mentre un pollo può benissimo essere allevato a mais, un bovino ne soffre. Il suo organismo per natura dovrebbe nutrirsi di erba, e il mais lo fa ingrassare rapidamente, ma male, soprattutto per il suo fegato. Da qui l’utilizzo di farmaci negli allevamenti intensivi e il connubio tra il mais e la chimica, che fornisce anche semi OGM e i concimi necessari alla monocultura di massa.

Il mais è l’elemento base della maggior parte dei prodotti che troviamo nei supermercati. È il mangime che nutre bovini, suini, polli, tacchini, agnelli, pesci, salmoni. I cibi pronti, precotti e preconfezionati, contengono grandi quantità di mais, così come anche minestre, salse, insaccati, dolci, gelati, dolcificanti, uova, latte e formaggi. La birra e tutti i liquidi contengono buone quantità di mais liquido.

Il moltiplicarsi delle coltivazioni di questo cereale, facendone scendere il prezzo, lo hanno reso ottimo alimento per gli animali: migliaia di tonnellate di mais macinate, mischiate con grassi liquidi e supplementi proteici con l’aggiunta di vitamine, estrogeni, antibiotici, erba medica e fieno, midollo e ossa di carcasse, vengono versate nelle mangiatoie dove ogni capo sarà costretto a nutrirsene.

Il tutto per non parlare degli effetti negativi sulle persone legati all'alto indice glicemico del mais, e per di più dei suoi amidi, utilizzati nelle preparazioni gluten free.

Ce la farà mai il Fonio, così come gli altri antichi cereali, completamente naturali ed estranei a queste logiche dell’industria alimentare, ad entrare in un mercato basato sulla monocoltura del mais ?

Vedremo, questo dipenderà anche dai noi, i consumatori.

Certo gli €0,20 al Kg del mais rendono un lusso tutto il resto. Il che non aiuta.

 

If you look at the composition of gluten-free foods it is impressive, on average 70% is corn flour based. Bread, pasta, pizza, sweets, corn is everywhere.

I wonder what the potential for an ancient grain like Fonio, still cultivated and processed in a traditional way, furthermore almost unknown, to succeed in this sector dominated by corn. Some time ago a friend, Roberta Prandoni of Sincerity & Food, told me about the book by Michael Pollan "The Omnivore's Dilemma". Actually this reading opened up new perspectives on what I see now to be a much wider and dramatic phenomenon: the monoculture of corn. In fact, the whole food industry is dominated by corn, it goes without saying the impressive concentration of corn in gluten-free.

You may ask, what's wrong with corn? Michael Pollan helps us understand how everything is under the control of maize: the entire food chain, everything we eat, from pesticide and herbicide to industrial farms, from the destruction of land to the abuse of fertilizers and ultimately to the corn-fed animals. Everything pivots around corn.

Overproduction of corn has negative cascade effects. Its derivatives are omnipresent, primarily in animal feed. But while a chicken may very well be fed with corn, a cow is badly affected from it. Cow’s organism by nature should be fed by grass, but corn makes it gaining weight quickly and it is clearly more cost effective. Corn damages especially the cow’s liver. Hence the use of drugs in intensive breeding and the combination of corn and medicaments. The rest, unfortunately, is done by GMO seeds and fertilizers necessary for mass monoculture.

Corn is the basic element of most of the products we find in the supermarkets. It is the food that feeds cattle, pigs, chickens, turkeys, lambs, fish, salmon. Ready-to-make, pre-cooked and pre-packaged foods contain large quantities of corn, as well as soups, sauces, sausages, sweets, ice creams, sweeteners, eggs, milk and cheese. Beer and all liquids contain good amounts of liquid corn.

The expansion of the cultivations of this cereal, together with the technology, have been steadily lowering the corn’s price and have made it excellent food for the animals: thousands of tons of minced corn, mixed with liquid fats and protein supplements with the addition of vitamins, estrogens, antibiotics, alfalfa and hay, marrow and carcass bones are poured into the mangers where each animal will be forced to eat.

Will the Fonio ever make it through, just like the other ancient cereals, completely natural and far from these industrial food paradigms ? Will Fonio be able to enter a market based on the monoculture of corn?

We will see, this will also depend on consumers choices.

Of course, the €0.20/Kg of corn cost make all the rest a luxury. Which does not help.

 


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